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Sconto in fattura 2023: come funziona e le novità di questo anno.

Pubblicato da MontanaroGroup sopra Luglio 6, 2023
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Tra i decreti-legge approvati dal nuovo Governo, uno di quelli che ha avuto un impatto significativo è stato il D.L. 11/2023, il cosiddetto “Decreto blocca cessioni” del 16 febbraio 2023. L’emanazione di questo decreto ha apportato cambiamenti non trascurabili allo strumento dello sconto in fattura del 50% nel 2023, in quanto ha ufficialmente abrogato la possibilità di usufruire dello sconto in fattura per tutti gli interventi edilizi realizzati dopo il 16 febbraio 2023, che fino a quel momento potevano godere di agevolazioni.

Cos’è lo sconto in fattura?

Introdotta con l’articolo 121 del dl 34/2020 , questa possibilità consiste nell’accesso immediato alla detrazione prevista dai bonus edilizi per la realizzazione di interventi strutturali sui fabbricati, favorendo particolarmente i lavori svolti nell’ottica di riqualificazione energetica e ristrutturazione delle proprie unità immobiliari.

Come funziona lo sconto in fattura? Il fornitore applica l’agevolazione direttamente sull’importo a seconda del bonus impiegato, come può essere uno sconto in fattura del 50% per ristrutturazione nel 2023 o 65% con Ecobonus 2023) ed eventualmente si procede col recupero dei crediti nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.

Cessione del credito e sconto in fattura per l’edilizia libera

 Per la sostituzione di infissi, lo sconto in fattura col bonus ristrutturazioni 2023 è valido solo in presenza di pagamenti o accordi tra le parti fissati in una data antecedente al 17 febbraio 2023.

Le opzioni di cessione del credito e sconto in fattura del 2023 sono state disponibili fino al 31 marzo 2023, termine ultimo per trasmettere la comunicazione della rata all’Agenzia delle Entrate stabilito a seguito della pubblicazione del Decreto Milleproroghe. Nonostante ciò, coloro che non hanno fatto in tempo a comunicare la rata non hanno perso la possibilità di cedere credito.

Si può accedere infatti a uno strumento in parte simile al ravvedimento operoso, che è la remissione in bonis: con questo strumento è possibile allungare il limite per la trasmissione al 30 novembre 2023 pagando un’ammenda di 250 euro.

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