L’evoluzione del mercato delle locazioni tra aumento dei canoni e abitazioni inutilizzate
Con l’evoluzione del mercato degli affitti, è chiaro che un’interazione dinamica di fattori sta plasmando il futuro degli alloggi in affitto, tra offerta scarsa e domanda elevata e canoni di locazione in aumento, hanno messo il settore sotto pressione. A questo si aggiungono casi di morosità degli affittuari che accrescono i problemi dei locatari, guidandone le scelte.
Ciò crea, nonostante una domanda elevata (oltre 700.000 richieste di locazione stimate, un mercato degli affitti non tanto saturo, ma piuttosto bloccato. L’elevata quota di abitazioni inutilizzate (o nelle disponibilità dei proprietari) associata all’accresciuta dimensione del mercato degli affitti brevi, specie nelle località turistiche, rappresenta la fotografia più realistica di un orientamento che rende sempre più difficile l’individuazione di soluzioni abitative in locazione a medio-lungo termine.
Perché gli italiani non vogliono dare la casa in affitto
Far coincidere domanda e offerta nel mercato della locazione è una sfida complessa, poiché si basa sull’asimmetria informativa tra locatore e locatario, sia relativamente all’affidabilità economica di quest’ultimo, sia ad aspetti di carattere più socioculturali e di approccio alla buona gestione dell’immobile preso in locazione. Arriva al 30% la quota dei proprietari che si dichiarano non disposti a concedere in locazione le proprie abitazioni. La morosità e i ritardi nel pagamento dell’affitto sono infatti problemi diffusi, con quasi 1/3 dei locatori che dichiara di aver subìto fenomeni di morosità.
L’altro fattore e la diminuzione degli acquisti con mutuo che ha spostato il mercato verso le locazioni, il che, aggiunto alla domanda di affitto da parte di categorie quali studenti e turisti, con il fenomeno degli affitti brevi, determina una pressione sull’offerta e una impennata dei canoni grazie alla maggiore attrattività delle rendite da affitti non tradizionali.



