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Mutuo senza contratto indeterminato: si può fare?

Pubblicato da MontanaroGroup sopra Luglio 18, 2025
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È possibile ottenere un mutuo senza contratto indeterminato? Non si può dire che la domanda non sia comune, fra i numerosi lavoratori che, per via di un contratto a termine o di un lavoro da autonomi, desiderano lanciarsi sul mercato immobiliare. Non disporre di un contratto a tempo indeterminato non è una condizione ostativa all’ottenimento di un mutuo, tuttavia le banche potrebbero richiedere garanzie maggiori, data la più elevata incertezza reddituale. Ma quali sono gli ostacoli

Chi ha un contratto determinato può chiedere un mutuo?

In un’era dove il lavoro si fa sempre più frammentato, e caratterizzato da contratti a termine oppure da posizioni autonome, è più che lecito sorgano dubbi sull’effettiva capacità di ottenere un mutuo da parte di chi non può approfittare del classico posto fisso. A livello normativo, non vi sono ostacoli di legge per ottenere l’approvazione di un finanziamento immobiliare anche in presenza di un contratto a tempo determinato o, ancora, di altre tipologie di lavoro non stabile. Tuttavia, proprio poiché queste categorie di lavoratori tendono a caratterizzarsi per redditi meno stabili, gli istituti di credito potrebbero richiedere delle garanzie maggiori, prima di acconsentire all’erogazione del finanziamento.

Che tipo di contratto di lavoro serve per fare un mutuo?

In linea generale, le banche valutano l’erogazione per chi dispone:

  • di un contratto a tempo determinato, se garantisce una sufficiente continuità reddituale o, ancora, in presenza di un garante;
  • di un contatto flessibile, come i cosiddetti Co.co.co oppure i lavoratori atipici, come i collaboratori a progetto. In questo caso, la banca potrebbe sempre richiedere la presenza di un garante e, ancora, la documentazione sulle entrate per almeno due anni continuativi di lavoro;
  • di un contratto di apprendistato, regolato dal D.Lgs. 81/2015, che prevede una durata fino a 3 anni per la formazione, con possibile stabilizzazione successiva. Le banche potrebbero considerarlo rischioso, richiedendo un garante, vista l’incertezza del passaggio a tempo indeterminato;
  • di un contratto di somministrazione, sempre regolato dal D.Lgs. 81/2015, gestito da agenzie interinali e spesso a termine. Proprio data la natura temporanea, la banca potrebbe richiedere un garante o un cointestatario per maggiore sicurezza;
  • di un lavoro autonomo, ad esempio in Partita IVA, purché le entrate siano costanti nel tempo. Solitamente, gli istituti di credito richiedono la documentazione relativa agli ultimi due anni di attività e redditi consistenti. In alcuni casi, potrebbero preferire la presenza di un garante.

La presenza di un garante per il mutuo

Il mutuo senza contratto indeterminato con un garante rappresenta la soluzione più diffusa, e anche fra le più efficaci, per ricevere l’approvazione del finanziamento, anche quando la situazione lavorativa non è sufficientemente stabile.

Infatti, la banca può notevolmente ridurre il proprio rischio di insolvenza:

  • il garante interviene nel pagamento delle rate residue, in caso in cui l’intestatario del mutuo non fosse in grado di farlo;
  • anche nei periodi in cui il mutuatario è senza lavoro, ad esempio al termine del contratto, il saldo del debito può essere garantito con continuità.

Il mutuo con altre forme di garanzia

Infine, un contratto determinato o precario può comunque portare all’erogazione del mutuo grazie ad altre forme di garanzia, come ad esempio:

  • immobili ipotecabili già in proprio possesso;
  • la sottoscrizione di specifiche polizze, in accordo con la banca;
  • la presenza di polizze vita, sulla perdita di lavoro o assicurazioni professionali, che possono intervenire nei periodi di instabilità di reddito.

 

 

 

Ovviamente, non vi è una soluzione che possa valere per tutti: è indispensabile analizzare ogni caso particolare, in concerto con la banca. Per questa ragione, prima di procedere alla richiesta del mutuo, è utile informarsi preventivamente verso l’istituto di credito e, se possibile, procedere a farsi rilasciare una predelibera non vincolante, così da vagliare in anticipo la fattibilità dell’erogazione e giungere alla compravendita in piena serenità.

 

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