Progetti e normative per ristrutturare la mansarda e renderla abitabile
Rendere abitabile un sottotetto richiede una serie di lavori ben precisi, che portano a rivoluzionare in parte o completamente tutti gli spazi. Questo è il motivo per il quale, quando si procedere con la ristrutturazione di una mansarda, il progetto deve essere realizzato da un professionista serio e ben preparato. Il budget per un lavoro completo e ben fatto può arrivare fino a 1.300 euro a m2, con la possibilità di portare in detrazione le spese sostenute.
A quali fattori bisogna prestare attenzione
Nella definizione precisa dei costi di rifacimento, prima di chiedere un preventivo di ristrutturazione e di servizi per la casa, è necessario tenere a mente alcuni fattori chiavi:
- stato del sottotetto: ad incidere sulla spesa è il fatto che sia già abitabile o necessiti di una serie di interventi strutturali pesanti;
- isolamento energetico: importante per garantire un buon comfort per una mansarda abitabile e per ottenere il necessario risparmio energetico, ma influisce molto sul costo finale da sostenere;
- detrazioni fiscali: per risparmiare sulle spese sostenute si può accedere al bonus ristrutturazioni e alle agevolazioni per efficientamento energetico, che permettono di ridurre i costi.
Quale pratica edilizia serve per il recupero del sottotetto
Quando vengono effettuati degli interventi in un sottotetto, la pratica edilizia da richiedere varia a seconda della complessità dell’intervento che è necessario eseguire e dalle normative che sono in vigore a livello regionale. Il recente Decreto salva Casa ha introdotto, poi, alcune importanti semplificazioni. I principali titoli abilitativi da richiedere sono:
- la Scia (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), che deve essere richiesta quando si effettuano degli interventi di recupero senza variazioni volumetriche esterne. La conversione da soffitta ad abitazione, proprio grazie al recente Decreto Salva Casa, può essere gestita con la Scia nel caso in cui non dovessero essere alterate le sagome originali;
- permesso di costruire: è obbligatorio richiederlo quando l’intervento comporta un aumento di volumetria (può avvenire quando viene innalzata la quota di colmo o di gronda) o quando l’intervento rappresenta una ristrutturazione edilizia pesante, che va a modificare il carico urbanistico;
- la SuperScia (anche conosciuta come Scia Alternativa al permesso di costruire): si richiede quando gli interventi effettuati portano ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.
Le regole regionali da tenere a mente
Non bisogna dimenticare che ogni singola Regione ha delle proprie leggi per recuperare i sottotetti, attraverso le quali vengono stabiliti dei parametri derogabili rispetto alle norme nazionali:
- l’altezza minima è generalmente fissata a 2,40 metri per i locali abitabili, che scendono a 2,10 metri per i comuni montani. Le deroghe regionali possono prevedere delle medie inferiori;
- devono essere garantite delle superfici finestrate adeguate alla nuova superficie abitabile. Anche in questo caso è opportuno verificare cosa e previsto a livello locale.
Qual è la categoria catastale di una mansarda abitabile
Generalmente una mansarda abitabile rientra nelle categorie del gruppo A, che sono destinate agli immobili ad uso abitativo. Le categorie che vengono utilizzate più spesso per una mansarda in regola con i requisiti di abitabilità sono:
- A/2 (abitazioni di tipo civile): è la categoria utilizzata più frequente per mansarde con buone finiture e dotazioni impiantistiche;
- A/3 (abitazioni di tipo economico): viene utilizzata quando l’immobile presenta caratteristiche funzionali e finiture semplici, pur rispettando gli standard abitativi.
Quando il locale è destinato esclusivamente a deposito, magazzino o soffitta viene accatastato nella categoria C/2: è un sottotetto non abitabile.



