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Dopo il coronavirus: i possibili cambiamenti del mercato immobiliare

Pubblicato da MontanaroGroup sopra Ottobre 14, 2020
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Il Covid 19 ha introdotto nel mercato immobiliare globale variabili inedite, che probabilmente lasceranno il segno per molto tempo. Al periodo caratterizzato da incertezza e volatilità seguito alla pandemia da coronavirus, tutt’ora comunque in corso, le società hanno reagito rimandando le decisioni, rallentando le proprie attività, riadattando le operazioni immobiliari e modificando le strategie alla luce del contesto creatosi.

TECNOLOGIE DIGITALI Tutto questo è accaduto per varie ragioni, prima fra tutte quella relativa al radicale cambiamento degli spazi lavorativi. Questi ultimi, ora più che mai, sono largamente influenzati dalle tecnologie digitali, che sono, a loro volta, la leva che consentirà alla futura generazione di lavorare in modo più efficiente, più “smart”, attraverso percorsi professionali più intuitivi e personalizzati.

FAST DATA Vi sono poi i “fast data”; il 30% dei manager operanti nel settore immobiliare annovera la mancanza di dati tra le 3 cause principali di limitazione nella propria capacità di azione. Sarà quindi fondamentale investire in maniera significativa nelle infrastrutture digitali e nei sistemi operativi all’avanguardia per ovviare al problema, ma non è tutto; con  l’acquisizione di nuove tipologie di dati, che consentiranno di monitorare le preferenze relative alla localizzazione delle sedi aziendali o alle caratteristiche demografiche del personale, sarà senz’altro possibile valutare gli effetti immediati di eventi imprevisti e programmare gli investimenti a lungo termine relativi alla workplace strategy.

AMBIENTI DI LAVORO Un discorso a parte bisogna dedicarlo alla flessibilità e alla consapevolezza degli ambienti lavorativi. Questi ultimi dovranno divenire quantomai inclusivi, in modo tale da attrarre giovani talenti e migliorare le performance individuali. Inoltre, accelerare lo sviluppo di programmi e strategie per rispondere alle esigenze di lavoratori con diversi stili di vita, non potrà che essere la chiave per aumentare la produttività aziendale. Bisognerà, poi, incorporare spazi “flexnel proprio portafoglio di asset, offrendo, ove possibile, servizi e comfort ai propri dipendenti, allo scopo di prevenire futuri rischi e mantenere la continuità dell’operatività aziendale. Le strategie dello stesso portafoglio di asset dovranno, inoltre, comprendere le città che risultino meglio attrezzate per supportare l’innovazione e sostenere la crescita dell’azienda. Oltre a ciò, occorre sottolineare come il 40% dell’emissione dei gas serra sia prodotta dalle costruzioni e dagli edifici. Questo dato spinge inevitabilmente verso una riflessione: la strategia immobiliare sarà destinata ad essere sempre più integrata con gli obiettivi aziendali in tema di impatto sulla sostenibilità, sulla comunità e sulla società e dovrà mirare al perseguimento di provvedimenti che riducano il consumo energetico e l’emissione di gas. Attraverso un approccio “ecosistemico”, si dovranno instaurare valide partnership con aziende innovative, onde riuscire a migliorare e rinnovare l’intero settore. Infine, sarà necessario pensare spazi e immobili in chiave futura. In questo senso, le parole d’ordine non potranno che essere “inclusione” e “commitment”.

Andrea Lepone per Montanaro Group

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