Dl superbonus, l’emendamento del governo sulla rateizzazione dei crediti
È stato trasmesso in Commissione Finanze del Senato l’emendamento del governo al decreto superbonus che dispone, tra l’altro, la rateizzazione in 10 anni dei crediti fiscali derivanti dal beneficio.
Stop alla compensazione dei crediti
Per le banche arriva lo stop alla compensazione dei crediti di imposta del superbonus con i contributi previdenziali e assistenziali e la loro rateizzazione in 6 anni. E’ quanto prevede l’emendamento del governo al decreto superbonus trasmesso alla Commissione finanze del Senato.
La norma in particolare stabilisce per banche ed assicurazioni il divieto a partire dal 1 gennaio 2025 di compensazione dei crediti di imposta derivanti dall’esercizio delle opzioni di cessione del credito e di sconto in fattura con i contributi previdenziali, assistenziali e i premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.
Lo stesso emendamento prevede che sempre a partire dal 2025 le rate annuali utilizzabili dei crediti d’imposta derivanti dalle comunicazioni di cessione o di sconto in fattura “sono ripartite in 6 rate annuali di pari importo, in luogo dell’originaria rateazione prevista per tali crediti”.
La rateazione resta a quattro anni per gli Istituti “che abbiano acquistato le rate dei predetti crediti a un corrispettivo pari o superiore al 75 per cento dell’importo delle corrispondenti detrazioni”.
Ai Comuni il compito di segnalare irregolarità
Secondo l’emendamento, inoltre, i comuni che effettueranno segnalazioni di irregolarità in materia di superbonus si vedranno risconosciuta una quota del 50% delle maggiori somme relative a tributi statali riscossi a titolo definitivo grazie al loro intervento.


