Detrazione delle spese di intermediazione immobiliare 2024: quali sono
Anche per il 2024 è possibile fruire della detrazione delle spese di intermediazione immobiliare, ovvero dei compensi versati a terzi per i servizi offerti per l’acquisto di un immobile.
La detrazione spetta ai contribuenti IRPEF che si sono avvalsi dell’intermediazione immobiliare per l’acquisto dell’abitazione principale.
Sempre più persone si avvalgono di intermediari, come ad esempio le agenzie immobiliari, per l’acquisto di un immobile.La normativa vigente, e quindi valida anche per la dichiarazione dei redditi 2024, prevede:
- la possibilità di detrarre il 19% delle spese sostenute per l’intermediazione immobiliare;
- un tetto massimo di sconto d’imposta di 1.000 euro.
La detrazione viene finalizzata con una riduzione dell’IRPEF ed è valida solo per l’acquisto di un immobile che costituisce l’abitazione principale del contribuente.
Così come specificato dal TUIR, lo sconto IRPEF sulle spese di intermediazione immobiliare è concessa solo sull’acquisto dell’abitazione principale. A questo scopo, è necessario verificare la sussistenza di alcuni requisiti:
- l’immobile deve essere stato correttamente inserito nei registri anagrafici;
- il contribuente deve dimostrare che si tratta dell’abitazione in cui vive abitualmente, eventualmente anche con i propri familiari, tramite autocertificazione;
- affinché si possa procedere a detrazione, l’importo delle spese di intermediazione deve essere riportato sull’atto di cessione dell’immobile.
I documenti da conservare
Oltre all’inserimento della spesa detraibile per l’intermediazione immobiliare, al contribuente è richiesto di conservare la relativa documentazione, affinché sia disponibile in caso di verifiche o controlli fiscali.
A questo scopo, si consiglia di mantenere sia gli originali che le copie:
- del contratto preliminare di compravendita;
- dell’atto di compravendita;
- dell’autocertificazione sull’uso dell’immobile come abitazione principale;
- della fattura emessa dall’agenzia immobiliare, quindi dall’intermediario;
- della dichiarazione sostitutiva di notorietà.
Data la complessità del tema, e per evitare di imbattersi in errori o in dimenticanze, il consiglio è quello di avvalersi dell’aiuto del proprio commercialista di fiducia, affinché possa indicare quali documenti debbano essere conservati, in relazione al singolo e specifico caso.



