Tassi Bce invariati, cosa cambia per i mutui casa in Italia?
La Bce conferma i tassi di interesse lasciandoli invariati. La riunione dell’11 settembre 2025 ha visto la conferma del tasso sui depositi al 2%, di quello sui rifinanziamenti principali al 2,15% e di quello sui prestiti marginali al 2,40%.
Data la decisione della Bce di lasciare i tassi invariati, la situazione dei mutui casa resta costante, al netto delle offerte delle singole banche. In particolare, per chi ha un mutuo a tasso variabile indicizzato all’Euribor 1 o 3 mesi beneficerà di rate più basse (per un variabile a 30 anni con spread allo 0,75%, da 1026 € a 811 € al mese da gennaio a oggi, con un tasso sceso all’1,95%, per un risparmio annuo di 2.580 €); chi ha un tasso fisso vedrà in media rate stabili ma più alte rispetto a inizio anno (30 anni con spread allo 0,50%, rata di 856 euro al mese rispetto agli 843 di gennaio); per i nuovi mutui la riduzione dei tassi di giugno rende ancora più interessante il variabile, finora poco scelto rispetto al fisso. D’altro canto, le banche potrebbero vedere ridotti i guadagni sui conti correnti non remunerati, con possibili conseguenze su futuri tassi dei mutui
Bce, i commenti degli esperti
“La decisione della BCE di mantenere invariati i tassi di interesse è coerente con un contesto globale incerto, segnato dalle tensioni geopolitiche e dall’impatto dei dazi commerciali, – commenta Simone Capecchi di Crif. – Nonostante ciò, il mercato del credito italiano ha dato segni di ripresa negli ultimi mesi, così come la fiducia da parte delle famiglie. Infatti, mentre la domanda di prestiti ha mostrato una relativa stabilità nel nostro Paese, quella dei mutui è aumentata del +20% nei primi sei mesi del 2025 rispetto all’anno precedente. Nei prossimi mesi ci aspettiamo una crescita graduale ripresa nell’accesso al credito da parte delle famiglie che, pur con un potere d’acquisto non ancora pienamente ristabilito, torneranno a finanziare i loro progetti di vita, dimostrando una notevole resilienza anche in questo scenario complesso.”
“Il mancato taglio dei tassi di interesse rappresenta una notizia negativa per milioni di famiglie che hanno acceso un mutuo a tasso variabile, – afferma il Codacons, commentando la decisione odierna della Bce. – Si tratta del terzo mancato calo consecutivo, dopo il trend di ribassi avviato a giugno2024. Una decisione quella della Bce che arriva proprio quando in Italia si assiste ai primi aggiustamenti al rialzo dei tassi sui finanziamenti praticati alle famiglie. I tassi di interesse sui mutui effettivamente praticati alle famiglie sono passati dal 3,50% dello scorso gennaio al 3,61% di luglio (dati Bankitalia), con un incremento del +0,11% da inizio 2025, pari ad un maggior esborso da +120 euro all’anno su un mutuo da 150mila euro a 30 anni – analizza il Codacons – Il mancato taglio da parte della Bce potrebbe influire negativamente sull’andamento del mercato, e accelerare la crescita dei tassi con conseguenze dirette sulle tasche di milioni di italiani”.



