Donazione tra coniugi in regime di comunione dei beni: come funziona?
Quello della donazione tra coniugi in regime di comunione dei beni è un tema giuridico delicato, poiché coinvolge sia la gestione del patrimonio familiare che determina delle precise conseguenze legali. Infatti, nonostante la comunione stretta fra i partner, il bene donato resta di proprietà esclusiva della parte che lo riceve. Ma come funziona questa particolare forma di donazione e in che modo può essere formalizzata
Come funziona la donazione al coniuge in comunione dei beni
La donazione tra coniugi in regime di comunione dei beni è un atto giuridico, attraverso il quale una delle parti trasferisce all’altra un diritto – come la proprietà di un bene, ad esempio un immobile – in modo esclusivo. Sebbene la comunione dei beni, regolata dagli articoli 177-179 del Codice Civile, implichi che i beni acquistati durante il matrimonio appartengano generalmente in egual misura ai coniugi, salvo le eccezioni previste, la donazione rappresenta un caso particolare
Come posso donare il 50% di un immobile al mio coniuge
Ma cosa succede se, anziché voler trasferire completamente la proprietà di un bene – ad esempio, un immobile -, i coniugi volessero procedere solo con una porzione dello stesso? Ad esempio, come avviene la donazione al 50% di un immobile tra moglie e marito?
In linea generale, questa tipologia di donazione è possibile quando il coniuge:
- possiede delle quote esclusive sull’immobile, come quelle acquisite prima del matrimonio o tramite eredità;
- purché non influiscano sulla comunione dei beni.
Affinché l’atto sia valido, sarà indispensabile:
- fornire tutta la documentazione necessaria al notaio, come la documentazione relativa all’immobile, l’atto di provenienza – ad esempio, l’atto d’acquisto o di successione – i certificati catastali e la planimetria. Questo perché il notaio deve verificare che l’immobile non sia gravato da ipoteche, pignoramenti o altri vincoli;
- procedere all’accettazione da parte del donatario, in base all’articolo 769 del Codice Civile, che richiede l’esplicita volontà del ricevente. L’accettazione è contestuale alla stipula dell’atto notarile;
- registrare l’atto presso l’Agenzia delle Entrate e trascriverlo nei registri immobiliari, affinché sia opponibile a terzi;
- corrispondere l’imposta di donazione, calcolata in base al valore del bene e al grado di parentela, con una franchigia di esenzione fino a un milione di euro per i coniugi, come previsto dal D.Lgs. 346/1990. Sono inoltre dovute le imposte ipotecarie e catastali in misura fissa
Cosa non rientra nella comunione dei beni
Sono esclusi dalla comunione i beni:
- posseduti prima del matrimonio, indipendentemente si tratti di beni mobili o immobili;
- ricevuti in donazione dopo il matrimonio, come già specificato;
- ricevuti in eredità, salvo che il testatore abbia espressamente disposto la loro inclusione nella comunione;
- a uso strettamente personale, quali capi d’abbigliamento, gioielli, strumenti di lavoro;
- ottenuti a titolo di risarcimento dei danni, sia fisici che morali;
- acquistati con il ricavato di beni personali, già esclusi dalla comunione.
Perché è sconsigliata la donazione di una casa
Prima di procedere alla donazione tra coniugi, è infine utile prendere in considerazioni le ragioni che potrebbero rendere questo trasferimento sconsigliato. Infatti, bisogna valutarne attentamente le implicazioni giuridiche, fiscali e pratiche. In particolare:
- la donazione può essere revocata, ai sensi dell’articolo 803 del Codice Civile, per ingratitudine o per sopravvivenza di figli, pur trattandosi di casistiche rare tra i coniugi;
- la donazione può essere contestata da legittimari, come i figli o gli eredi, se ritengono sia stata violata la loro quota di legittima, in base all’articolo 557 del Codice Civile;
- gli immobili donati sono spesso più difficili da vendere sul mercato immobiliare, perché i potenziali acquirenti temono future azioni di riduzione da parte degli eredi legittimi;
- possono sorgere complicazioni in caso di separazione o divorzio, poiché allo scioglimento della comunione dei beni, la presenza di un immobile donato potrebbe rendere più difficoltosa la divisione patrimoniale, soprattutto se non adeguatamente documentato.



