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Affittare casa, da soluzione temporanea a scelta definitiva: cosa si prevede per i prossimi mesi

Pubblicato da MontanaroGroup sopra Maggio 22, 2024
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La perdita di potere d’acquisto, l’erosione della capacità di risparmio e il rialzo dei tassi applicati hanno di fatto messo fuori gioco una quota considerevole della domanda potenziale di acquisto di abitazioni con conseguenze rilevanti sui mutui erogati e sul numero di compravendite. L’acquisto dell’abitazione è così uscito progressivamente dai programmi delle famiglie tanto che, nel 2023, le difficoltà riscontrate dalle famiglie a finanziare l’acquisto di una casa hanno fatto spostare il 7,3% della domanda dall’acquisto all’affitto, accentuando la pressione sul comparto.

I locatori: i contratti di affitto preferiti

In generale, vi è una maggiore propensione alla locazione per chi possiede più di un’abitazione (oltre a quella di residenza o ad uso vacanza), ovvero coloro che realisticamente hanno acquistato le abitazioni proprio a scopo di investimento e con l’intento di ricavare un’entrata economica aggiuntiva. Per il 61% dei locatori, infatti, è proprio la possibilità di integrare il reddito con una rendita la prima motivazione sottostante la scelta di dare in locazione un’abitazione. Al contrario, chi possiede un’unica abitazione tende a preferire gli affitti brevi turistici, motivando la scelta soprattutto con la mancanza di adeguate tutele nei contratti di locazione tradizionali (soprattutto in caso di morosità dell’inquilino) e per i minori vincoli insiti in questo business.

Affittare casa: il problema dei locatari affidabili

Tra le ragioni a spiegazione della diffidenza di alcuni locatori c’è innanzitutto la difficoltà a trovare locatari affidabili. 

I locatori mostrano un forte interesse rispetto alla situazione economica, occupazionale e familiare degli affittuari, esaminando dettagli come le buste paga, la tipologia di lavoro e la composizione effettiva del nucleo familiare. A livello di garanzie viene richiesto nell’80% dei casi un deposito cauzionale, soprattutto per gli operai, e a seguire una garanzia da parte di un genitore o parente (nel 25% circa dei casi, che arriva al 48% per gli studenti).

I locatori, platea particolarmente eterogenea in termini di reddito da lavoro e non per forza appartenenti a fasce di reddito elevate, lamentano soprattutto un elevato tasso medio di morosità da parte degli inquilini e le procedure lunghe e non certe previste dalle norme per poter tornare in possesso del bene in caso di necessità. Dall’altro lato, i locatari subiscono i mancati investimenti e migliorie sull’abitazione e le difficoltà nella ricerca di un immobile in locazione acuite proprio dal fatto che tante case non vengono rese disponibili per l’affitto.

Considerando inoltre che sia i locatori sia i locatari concordano che la morosità sia dovuta principalmente a spese impreviste, risulta necessaria una pianificazione finanziaria a 360°, che vada oltre la sola verifica del reddito del locatario, per l’identificazione di un canone sostenibile che possa aiutare a ridurre gli episodi di morosità o ritardo nei pagamenti dell’affitto. In quest’ottica diventa necessario un servizio di certificazione dell’affidabilità economica dell’inquilino, che può così dimostrare di poter rispettare gli impegni di pagamento identificando al tempo stesso il canone medio mensile sostenibile.

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