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Caratteristiche della rendita catastale

Pubblicato da MontanaroGroup sopra Gennaio 21, 2021
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La rendita catastale determina il valore attribuito a un immobile e, soprattutto, il momento in cui diviene necessario pagare le imposte o le tasse. La rendita catastale, quindi, stabilisce quale sia il reddito di uno specifico immobile determinandone anche il guadagno ricavabile dalla proprietà. Questo dato viene preso in considerazione al netto delle spese, includendo però le imposte e le tasse dovute. Per stabilire la rendita si deve tenere conto della categoria di appartenenza dell’unità immobiliare e della categoria catastale in rapporto agli immobili della stessa tipologia. La rendita catastale può essere definita sulla base di due elementi: dimensione dell’immobile, che viene misurata sulla base del numero dei vani e della volumetria; estimo, ossia la tariffa relativa alla zona censuaria in cui è situato l’immobile e alla sua tipologia. Le tariffe d’estimo sono determinate dal Comune sulla base della destinazione d’uso prevista per l’immobile. Le dimensioni dell’immobile debbono essere intese in riferimento anche alla quantità dei vani e non solo alla superficie. Per estimo, invece, si intende il valore numerico assegnato all’immobile in base alla zona di ubicazione. Entro 30 giorni dal momento in cui un immobile di nuova costruzione diviene agibile, il proprietario deve chiedere all’Agenzia del Territorio l’attribuzione della rendita catastale. Se la rendita attribuita è diversa da quella proposta, il contribuente può ricorrere alla rettifica effettuata dall’Agenzia del Territorio, che eventualmente deve essere notificata entro un anno, diversamente la rendita proposta diviene definitiva. Per conoscere con esattezza la rendita catastale di un immobile bisogna avere i dati catastali necessari, che sono: Comune; sezione; foglio; particella; subalterno. Questi dati si possono ottenere sia attraverso l’atto di compravendita dell’immobile (rogito) sia richiedendo una visura catastale gratuita per indirizzo o per nominativo presso il catasto o il più vicino ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Con il servizio “Consultazione rendite catastali” dell’Agenzia delle Entrate è possibile conoscere: i dati relativi alla rendita di qualsiasi immobile ubicato sul territorio nazionale e censito al Catasto dei fabbricati; i dati sui redditi dominicale e agrario e le informazioni su qualsiasi immobile censito al Catasto dei terreni. Per risalire alle suddette informazioni è sufficiente indicare gli identificativi catastali (Comune, sezione, foglio, particella) e la provincia di ubicazione dell’immobile. Per calcolare il valore catastale di un immobile, poi, bisogna moltiplicare la rendita per un coefficiente variabile, a seconda della categoria e della natura dell’immobile di riferimento. I coefficienti catastali, nel dettaglio, sono i seguenti: 115,5 per i fabbricati abitativi con agevolazione prima casa; 126 per i fabbricati appartenenti alle categorie catastali A e C (ad eccezione delle categorie A/10 e C/1); 176,4 per i fabbricati appartenenti alla categoria catastale B; 63 per i fabbricati appartenenti alle categorie catastali A/10 e D; 42,84 per i fabbricati appartenenti alle categorie catastali C/1 ed E; 112,5 per i terreni agricoli.

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