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Riforma del catasto

Pubblicato da MontanaroGroup sopra Settembre 27, 2021
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Nelle ipotesi della nuova riforma fiscale c’è quella del catasto. Potrebbero cambiare alcune cose, come ad esempio: l’abbandono dei vani catastali e dunque l’adozione de metri quadri, il valore del reddito degli immobili che potrebbe essere affiancato da quello del mercato, le categorie catastali che potrebbero essere ridotte fino a far sparire la differenza tra un bene di lusso ed un bene popolare: a fare la differenza potrebbe essere invece la natura del fabbricato, la sua tipologia edilizia, l’affaccio e tutta una serie di caratteristiche relative all’area in cui gravita e i servizi connessi.

Il  valore di una singola unità immobiliare sarà dato dal valore unitario della propria categoria in una determinata zona. Nella precedente ipotesi di riforma a questo si sarebbero applicati dei correttivi, per aumentare o diminuire questo parametro, prevedendo poi di moltiplicare il risultato per la superficie in metri quadrati. Di fatto si mandano in pensione i vani catastali

Ma cerchiamo di capire assieme che cos’è il Catasto:

Il  catasto è lo strumento principe dell’Agenzia del territorio. Attua e custodisce l’inventario dei terreni e dei fabbricati, registra i passaggi di proprietà, di destinazione d’uso ed eventuali modifiche di tipo strutturale e stabilisce il valore catastale di ciascun immobile. 

Dal valore codificato al catasto dipende il trattamento fiscale degli immobili, le tasse sulle compravendite, infatti, si calcolano sul valore catastale, in genere molto più basso del prezzo di mercato. Gli immobili di periferia, dove l’accatastamento è avvenuto in tempi più recenti, sono fiscalmente penalizzati rispetto a quelli del centro urbano, dove gli estimi sono stati definiti molto tempo fa. I proprietari di prima casa, poi, a prescindere dal valore catastale e dal conto in banca, sono esentati dall’Imu.

Tornando alla riforma, tra le attuali cose da correggere c’è del divario tra i valori dei centri storici e quelli delle periferie, per potersi avvicinare ad un riequilibrio.Già da molto tempo, infatti, negli atti di compravendita oltre al valore catastale viene indicato anche il prezzo reale d’acquisto, senza che quest’ultimo abbia impatto sulle imposte da pagare.

Si resta quindi in attesa di conoscere i contenuti di questa riforma per capire se, come e quando si arriverà ad una revisione del sistema catastale.

Montanaro Group

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